Cosa significano IBU e ABV

Coni di luppolo

Cosa significano IBU e ABV

Mentre guardiamo un menù, o siamo seduti al pub scrutando le opzioni per allietarci la serata con una bella pinta, è molto probabile che incontreremo le abbreviazioni ABV e IBU seguite da numeri, che accompagnano ogni tipologia di birra. Queste informazioni servono per spiegarci in dettaglio cosa stiamo per bere e ci aiutano nella scelta in base ai nostri gusti o esigenze (anche se siamo convinti che il modo migliore sia sempre assaggiare la birra per farsi un’opinione…)

In ogni caso, di seguito una breve spiegazione di ciascun termine, in parole semplici, in modo che si possa spendere meno tempo con la lettura e più tempo a godersi la nostra bevanda preferita.

Cosa significa ABV

Mentre guardiamo un menù, o siamo seduti al pub scrutando le opzioni per allietarci la serata con una bella pinta, è molto probabile che incontreremo le abbreviazioni ABV e IBU seguite da numeri, che accompagnano ogni tipologia di birra. Queste informazioni servono per spiegarci in dettaglio cosa stiamo per bere e ci aiutano nella scelta in base ai nostri gusti o esigenze (anche se siamo convinti che il modo migliore sia sempre assaggiare la birra per farsi un’opinione…)

In ogni caso, di seguito una breve spiegazione di ciascun termine, in parole semplici, in modo che si possa spendere meno tempo con la lettura e più tempo a godersi la nostra bevanda preferita.

ABV è l’acronimo di Alcool By Volume, ed è la misura standard internazionale per valutare la forza alcolica di una particolare birra o bevanda alcolica in generale. La misura è infatti usata anche per vini e spiriti. La misura è semplice da capire: più la percentuale è elevata, più la birra è alcolica. Volendo fare i precisi, ABV è definito come il numero di millilitri (mL) di puro etanolo presente in 100 mL di soluzione a 20 ° C.

Per dare un senso al tutto, birre considerate “leggere” hanno un tasso ABV del 4-4,5%, mentre birre più alcoliche vanno dal 6,5 a 8-9%. Le birre molto alcoliche come le Barley Wine arrivano e talvolta superano il 10%. Un vino da tavola, sempre per stare sui paragoni, va dal 10% al 13-14%. La Vodka e la Grappa stanno sul 40-45% (il minimo per poter essere definita “grappa” è 37,5%).

Cosa è l'IBU

L’IBU invece misura quanto amara è una birra. L’acronimo sta per “International Bittering Unit”. La scala misura i livelli di amaro di una birra in base alla quantità di luppolo aggiunto, e ci aiuta a capire quali stili di birra sono giusti per noi. L’interpretazione della scala tuttavia non è sempre semplice, in quanto non sempre la quantità di luppolo corrisponde ad un sapore più amaro. Questo grafico fornito da BrewersFriends ci può aiutare meglio ad associare la scala IBU ai vari stili di birra.

Attenzione però che la misurazione di IBU è una stima, e la percezione finale può variare a seconda di molti fattori, soggettivi e non. Alcune IPA, ad esempio, vista la mancanza di corpo e di malti speciali, possono dare la percezione di essere più amare rispetto ad altri stili normalmente classificati con IBU superiori.

Quindi, se si vuole veramente qualcosa di molto amaro, la valutazione IBU potrebbe non portare sempre nella giusta direzione. Accoppiando ciò con il fatto il palato umano non possono davvero percepire l’amaro oltre i 100 IBU, è probabilmente più opportuno che non sia solo questo numero ad influenzare le nostre decisioni.

Cosa sono i gradi Plato

Il grado plato è un’unità di misura della densità di un fluido.

Per definizione, si dice che la densità di una soluzione misurata in gradi Plato è l’equivalente della densità, misurata in percentuale peso/peso, di una soluzione di saccarosio diluita in acqua (da wiki)

Se diciamo che un litro di mosto di birra ha un contenuto di 12 gradi Plato, significa che la densità degli zuccheri disciolti nel mosto è uguale a quella di un litro di acqua (approssimato a 1 kg) contenente il 12% di saccarosio. Ovvero , in questo caso 120 gr. di zuccheri disciolti nel mosto.

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