Punk IPA

Punk IPA

3.253.40 IVA Inclusa

Punk IPA è un’India Pale Ale che è diventata sinonimo di ribellione della birra artigianale; sinonimo di insurrezione contro la birra prodotta in serie. La Punk IPA è piena di sapore e gusto, è una birra a tutto gas, senza compromessi. Stratificata con nuovi luppoli provenienti da tutto il mondo, per creare un’esplosione di frutta tropicale e un tripudio a tutto campo di pompelmi, ananas e licis, prima di un finale appuntito e amaro. Nulla sarà mai più lo stesso.

“United we stand for better beer. Fiercely defiant and independent”

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Birrificio Brewdog su Sippy.it

Descrizione

Punk IPA: caratteristiche

Tipologia: American IPA

Grado alcolico (ABV): 5,4%

Bicchiere consigliato: bicchiere Pinta Americana

Colore: Bionda

Temperatura di servizio: 6-7%°

Brewdog afferma di essere l’alternativa alla birra prodotta industriale prodotta in serie. Punk IPA è il testimonial principale di questo credo.
Rimandando in calce la descrizione dell’IPA punk ribelle fatta da Brewdog (che varrebbe comunque da sola il prezzo di un six pack), si può passare direttamente a descrivere quanto è fantastica questa birra. È prodotta con sei diversi tipi di luppolo, ed è un attacco incendiario al palato.

I sapori e gli aromi di questa Punk IPA sono dominati da note di licis, frutti tropicali, ananas e malti caramellati. L’amaro è in qualche modo attenuato, ma un finale decisamente asciutto fornisce l’equilibrio necessario. Pervasa da dolci aromi di frutta, questa birra di medio corpo dal gusto pieno è un moderno omaggio alla classica IPA.

BrewDog Punk IPA ha vinto il Best IPA del Regno Unito ai World Beer Awards 2015.

Ed ora, ogni promessa è debito:

PUNK
Punk is the beer that kick-started it. This light, golden classic has been subverted with new world hops to create an explosion of flavor. Bursts of caramel and tropical fruit with an all-out riot of grapefruit, pineapple and lychee, precede a spiky bitter finish. This is the beer that started it all – and it’s not done yet…

Punk – Quintessential Empire with an anarchic twist.

Brand

Brewdog

Non si può parlare delle birre di Brewdog senza parlare dell'azienda Brewdog, un successo imprenditoriale e mediatico senza precedenti in questo settore. Mentre la birra continua ad essere nel core business di Brewdog, ormai l'azienda ha diversificato in attività adiacenti: pub/bar aperti in tutto il mondo, hotel, persino uno streaming service - brewdognetwork.com. Il tutto condito con le più grosse campagne di crowdfunding mai effettuate fino ad ora nella storia.

Ma andiamo con ordine.

Brewdog nasce nel 2007, nel villaggio scozzese di Fraserburgh. Due ventiquattrenni scozzesi, James Watts e Martin Dickie, stufi dell'offerta di Lager industriali e di "Ales pompate" (parole loro) che dominavano l'allora mercato UK, decisero di mettersi in proprio per produrre qualcosa di alternativo. Entrambi, amici dall'infanzia, avevano esperienza nell'homebrewing, Dickie aveva già esperienza come birraio alla Thornbridge Brewery in Inghilterra. Watts studia legge, ma dopo la laurea resistite due settimane col gessato a righe, poi manda tutti al diavolo,  vende il vestito e si imbarca sulle fishing boats del nord atlantico, per pescare i merluzzi.

Brewdog parte con circa 40,000 dollari messi da parte dai due più un prestito bancario di 26,000 dollari. Come nel più classico racconto da sogno americano (peccato che qui siamo in Scozia), l'azienda inizia in un capannone abbandonato e cadente preso in affitto dal comune di Fraserburgh. Ad Aprile 2007 producono le prime cotte, con un tempismo perfetto: in corrispondenza con la recessione... Lehman Brothers e hedge funds americani. Nessuno in un periodo come quello era interessato alle loro birre luppolate. Bene ma non benissimo...

Tennero duro, vendendo le loro birre, imbottigliate a mano, ai market locali, e dormendo per terra sui sacchi di malto. Nel 2008 arriva la prima svolta: vincono una Beer Contest nazionale e vengono contattati da Tesco (grandi supermercati inglesi) per inserire le loro birre nei 400 punti vendita in UK.

Con un prestito addizionale ricevuto dalle banche, Brewdog finalmente decolla, e presto i due iniziarono a realizzare che la domanda dal mercato sarebbe stata insostenibile senza ulteriori iniezioni di liquidità. Non avendo più opzioni di finanziamento disponibili, si lanciano sul Crowdfunding, promuovendo la campagna "Equity for Punks". Il primo round raccolse 975,000 dollari da circa 1330 investitori, il sesto - nel 2018 - 34 milioni da circa 70,000 investitori. Questo dato da solo basti per dare la dimensione del fenomeno.

Nel 2017, Brewdog ricevette anche il suo primo Venture funding - 264 milioni da TSG, in cambio del 22,7% delle shares.

A contorno di questo successo imprenditoriale, ci sono due giovani imprenditori scozzesi con uno stile di comunicazione e di business anti-convenzionale, a dir poco. Basta sfogliare la pagina del sito aziendale per capire lo stile.

Alcuni esempi?

  • Nel 2011 per il lancio del loro Pub londinese, i due annunciano l'apertura del locale guidando un carro armato per le strade di Londra (a Camden, per giunta, è pure strettino…)
  • Nel video di fine anno per i dipendenti e gli azionisti Martin Dickie arringa gli astanti vestito da Regina Elisabetta
  • Nel 2012, per promuovere il loro nuovo round di finanziamento, i due si proiettarono nudi (con un solo six pack a coprire… lì…) sulla house of Parliament di Londra.
  • Nel 2016, dopo il lancio di Elvis Juice IPA negli Stati Uniti, l'azienda riceve una nota legale dagli avvocati rappresentanti le proprietà dei diritti di Elvis Presley, intimando loro che se non avessero cambiato nome alla birra, avrebbero dovuto pagare royalties per ogni lattina venduta. Per tutta risposta, i due cambiarono legalmente i loro nomi con "Elvis" (ivi inclusi patente, passaporti, etc.). Mandarono infine una missiva agli avvocati, che riportiamo qui in lingua originale (la traduzione in italiano sarebbe ingiusta…): "Dear big boss man, We are sorry that you have Suspicious Minds, and are All Shook Up over our new beer. We are not Easy Come Easy Go and feel that now is the time for A Little Less Conversation. We are kind of caught in a trap, so in an effort to patch it up and highlight our Burning Love, we have both changed our names to Elvis. Could you please now pay us a license fee for using our name in all of your music? Love, Elvis"

Pre-Covid, l'azienda era valutata circa 2 miliardi di dollari, con un fatturato annuo di circa 250 milioni. Il Covid ha avuto (come per molti) un impatto importante sull'azienda, ma siamo certi che si riprenderanno non appena questa fase sarà passata.

Le Birre Brewdog

Difficile parlare di tutti i prodotti Brewdog, troppi. I prodotti, tuttavia, riflettono la missione aziendale di portare novità (rivoluzione sarebbe meglio come termine) nel mercato anglosassone prima, e mondiale poi. "Estreme" e "Diverse" sono gli aggettivi che probabilmente si addicono di più alle birre BrewDog. Punk IPA e Dead Pony Club sono le loro birre più vendute, quindi un comune denominatore: hop, luppolo, con un tocco di ribellione da craft beer.

 

Birrificio Brewdog su Sippy.it

Informazioni aggiuntive

Regione

Stile Birraio

Tipologia di Birra

Tipo Fermentazione

Gusto

Colore

Grado alcolico (ABV)

Bicchiere

Temperatura di servizio

Formato

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